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I LEO E IL PROGETTO “KAIRÒS”: UNA CENA FUORI DAGLI SCHEMI

I LEO E IL PROGETTO “KAIRÒS”: UNA CENA FUORI DAGLI SCHEMI
12 aprile
09:42 2017

I LEO E IL PROGETTO “KAIRÒS”: UNA CENA FUORI DAGLI SCHEMI

kairos-logo

Si è tenuta domenica 9 aprile la “Cena al Buio” evento, organizzato dal Distretto Leo 108L e portato avanti nell’ottica del service nazionale “Kairòs”. In questa occasione la sfida è stata quella di cenare al buio, immedesimandosi quindi in una persona non vedente durante un’attività “semplice” e quotidiana come il mangiare. La sfida ha avuto un grande successo e soprattutto è riuscita a veicolare l’importante messaggio che portava con sé: la promozione dell’”integrazione al… contrario”, in cui i normodotati si mettono nei panni di persone con disabilità, tema principe del progetto “Kairòs”.

A seguito di tale esperienza, non potevamo non chiedere alcune impressioni ai partecipanti. Ciò che poteva sembrare una comune cena si è trasformata in un’esperienza unica e, almeno all’inizio, non così semplice. Nel buio della sala, non potendo contare sulla vista, gli altri quattro sensi si sono a poco a poco affinati e hanno permesso non solo un discreto orientamento, ma anche il captare alcuni dettagli ai quali generalmente non si bada: la grandezza o la forma di un bicchiere, ad esempio, o la forma del tavolo; molti hanno avuto difficoltà anche a capire quando avessero finito la pietanza nel loro piatto, o addirittura cosa stessero mangiando. Insomma, le difficoltà iniziali sono state molte. Non potendosi affidare alla vista, gli altri organi di senso si sono immediatamente attivati e hanno aiutato ad orientarsi: questo è stato l’elemento che ha lasciato tutti increduli, considerando soprattutto quanti dettagli in più e quanti elementi nuovi si sono potuti scoprire; ci si è basati molto di più sugli odori, i sapori hanno avuto un ruolo fondamentale nell’individuazione della pietanza e anche l’udito ha permesso la recezione di informazioni provenienti dall’ambiente circostante altrimenti incomprensibili. La cosa ancora più sorprendente è stata poi il doversi totalmente affidare ai camerieri non vedenti della sala: loro sono stati i nostri occhi.

Questa esperienza, da semplice “gioco”, si è trasformata in un banco di prova, all’inizio, e in una più completa presa di coscienza, poi. Abbiamo avuto un piccolo assaggio di quel che un non vedente deve affrontare quotidianamente e ci ha fatto capire quante e quali difficoltà si incontrano; siamo rimasti poi stupefatti dalla loro abilità ad usare TUTTI i loro sensi, capacità che noi non abbiamo.

Grazie a Beatrice Veglianti e a Giulia Purilli, Coordinatrici Distrettuali Te.S.N. “Progetto Kairòs”, le quali hanno dato il massimo per un progetto in cui credono veramente. Grazie al loro operato ci hanno permesso di vivere un’esperienza irripetibile.

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