Riflessioni ad alta voce sul Lionismo Roma Phanteon

Riflessioni ad alta voce sul Lionismo Roma Phanteon
14 maggio
12:14 2018

roma pantheonChe cos’è il Lions, è un’associazione che si ispira a principi morali ed etici, ai quali tutti i soci sono sottoposti nella stessa misura. Tali principi sono veri e giusti solo se operanti nelle determinate condizioni sociali in cui il Lionismo si trova ad esercitare la sua funzione morale e civile. Infatti, l’etica come insieme di norme e regole di comportamento, non avrebbe fondamento se una concezione morale della vita non la ispirasse. Ma se la vita non è in realtà concepibile, come relazione con gli altri, come vita associata, tutte le sue manifestazioni ed espressioni costituiscono la politica nel suo significato più comprensivo che non è riducibile alla sola prassi a cui inevitabilmente tutti partecipano; l’etica, in questo senso, è già politica e questa è inconcepibile separata da essa. Ma se il principio su cui si fonda è quello della fratellanza tra uguali, regole e norme a questo devono fare riferimento, garantendo la sua realizzazione nel continuo processo della sua sempre maggiore affermazione, il quale non avrebbe possibilità di svolgersi senza una dimensione sempre più democratica dei rapporti sia tra i singoli che tra le sue strutture istituzionali.

Ciò, significa che le più alte qualità derivanti da istruzione, cultura, intelligenza, non possono in alcuna maniera essere usate per esercitare particolari poteri all’interno dell’associazione, senza contraddire lo spirito e l’etica lionistica. In questa prospettiva, ogni incarico è prestazione di un servizio, non investimento di una “carica” che conferisca autonome scelte nell’ambito delle competenze assegnate, che possa porre colui che la riveste in una posizione di preminenza o di potere nei confronti di altri. Si tratta cioè, sempre di assolvere al dovere di un determinato servizio nei confronti della comunità, alla quale viene donato il frutto di personali qualità scelte da ciascun socio e da ciascun club, laddove l’associazione non è fine a se stessa ma mezzo per poter rendere quel dono quanto più significativo e gratificante nell’ambito di quella comunità particolare e concreta in cui l’attività lionistica si muove.

L’onere assunto, è motivo d’onore e   di   prestigio quanto più risponde ad esigenze rivolte a migliorare in ogni senso la qualità della vita. E’ evidente allora che la scelta di coloro a cui questo viene assegnato non può che essere che il frutto della volontà di ciascun socio, eliminando la possibilità che solo alcuni possano decidere nell’ambito di particolari ed inaccettabili oligarchie. Ne consegue che l’elezione delle cariche deve essere democratica decisa all’interno dei singoli club. D’altra parte, l’attività socialmente positiva dell’associazione è istituzionalmente rivolta all’esterno, ma non ad una di una generica umanità, bensì ad una determinata comunità caratterizzata da condizioni ed esigenze particolari, di cui ciascun club deve necessariamente prendere atto per intervenirvi in nome della sua etica, sia dal punto di vista umano, culturale e civile, la quale per quanto è possibile deve rivolgersi non certo ad azioni particolari e autoedificanti, ma a ad una realtà direttamente vissuta soprattutto d’ordine sociale e culturale che impone determinati compiti.

L’affermata fratellanza non può essere veramente tale se non si fonda sul sistema democratico nel quale l’incarico del servizio deve essere conferito dall’intera comunità dei soci. Ciò naturalmente permette di mantenere viva attraverso la partecipazione alla vita lionistica e di promuoverla in modo organico evitando il distacco con le singole responsabilità di gestione sino alle più alte cariche distrettuali. La scomparsa dei partiti tradizionali e l’assenza di idee guida in una società in decadenza, o piuttosto in una situazione di faticosa trasformazione, richiede al Lionismo un impegno che lo costringe ad accogliere nuove esigenze e ad affrontare nuove prove, poiché i suoi principi etici non fanno parte di un catechismo ad uso di adepti di una chiesa, ma non hanno altra ragione di essere che quella di promuovere il miglioramento della persona e della società in cui questa vive. Le troppo veloci trasformazioni in atto richiedono particolare attenzione e tempestività nella scelta adeguata dei services e si rende urgente l’istituzione di un organismo che funzioni da osservatorio rivolto al continuo mutamento delle condizioni, i cui componenti, appropriatamente scelti per la specifica competenza nei vari settori della cultura e attività, siano in grado di fornire indirizzi all’opera di clubs e distretti nell’ambito dei loro territori.

Ciò evidentemente può dare un ulteriore ed importante contributo nel restituire forza e capacità di interventi a quella classe dirigente su cui gravano le maggiori responsabilità della salute materiale e spirituale del cittadino e della promozione sociale. Di fronte alla crisi in cui versano le varie aggregazioni non soltanto specificamente politiche, alla pericolosa riduzione dei valori dalla sfera della eticità a quella della pura e semplice utilità, e al conseguente decadimento della dignità umana e civile, tutte le forze sociali, economiche, e politiche di cui il Lionismo dispone devono essere coinvolte in modo nuovo e più concreto nella gestione del potere dello spirito, di quell’aspetto dell’animo umano in cui ha la sua predominanza il fine del bene comune.

Una maggiore e più diretta presenza di persone dotate di onestà morale e intellettuale, affratellate dagli scopi e dall’ etica dell’associazione, può e deve contribuire a riproporre nella loro autentica dignità gli autentici valori a cui deve essere ispirata la vita comunitaria; devono contribuire a riprendere un cammino che negli ultimi decenni si è fatto sempre più arduo e faticoso, soprattutto in alcune zone che vanno particolarmente assistite per conservare culture e tradizioni di grande valore e da molti in parte dimenticate.

Luigi Abbruzzo

lions club Roma Pantheon

 

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