Giornata sui disturbi dell’alimentazione all’Università di Tor Vergata con la Zona A della 3^ Circoscrizione – Lions Club – Distretto 108 L

Giornata sui disturbi dell’alimentazione all’Università di Tor Vergata con la Zona A della 3^ Circoscrizione

6 giugno 2019, 16:25

Ormai è una certezza. I disturbi alimentari sono l’effetto più evidente e a loro volta la causa di problematiche psicologiche e di vita che affliggono i nostri giovani. Gli italiani sono un popolo che sta, neanche tanto lentamente, scivolando verso l’obesità, particolarmente visibile nelle giovani generazioni e verso forme, sempre più ampie, di disturbi vari dell’alimentazione che, ormai, colpiscono anche gli over 60nni.

In un consesso multidisciplinare, si è tentato di affrontare l’argomento dei DCA (Disturbi Comportamento Alimentare), con gli studenti dell’Università di Tor Vergata Corso di Laurea in Scienze Motorie.

Il meeting, organizzato magistralmente dalla Prof.ssa Antonella Mancaniello, e dai Lions Club della Zona 3° Roma Amicitia, Roma Augustus, E.U.R.-Colosseum, Iustinianus, Roma Mare e Roma San Paolo, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Psicologi e Psicoterapeuti, nonché il contributo del Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, si è svolto, lo scorso 31 maggio, nell’aula Dulbecco dell’Università di Tor Vergata, alla presenza di numerosi studenti e insegnanti.

La Dott.ssa Giulia Maffioli ha prima definito i disturbi e fatto un interessante excursus storico sulle condotte alimentari disfunzionali, che certamente non sono un problema recente, per poi analizzare, in modo strutturato e funzionale, alcuni dati epidemiologici. Con dovizia di esempi, ha evidenziato e acceso l’attenzione dei presenti sul ruolo delle nuove tecnologie di comunicazione e dei social nell’aumento dei fenomeni di DCA nella società.

Il Dott. Marco Marchetti ha affrontato la problematica dei DCA dal punto di vista nutrizionale, evidenziando le scorrette pratiche alimentari che inondano la cultura dei nostri giovani, e non solo. Facendo chiaro riferimento alla cosiddetta ‘dieta mediterranea’, ha evidenziato come si sono evoluti i nostri gusti alimentari, fino ad arrivare ad una distorta cultura del ‘Junk food’, cibo spazzatura, causa ed effetto di molte problematiche di DCA. Ha evidenziato i casi di successo di pratiche multidisciplinari per vincere situazioni critiche, ricorrendo, spesso, anche al supporto delle famiglie insieme ai professionisti.

La psicologa Iolanda Pisotta ha ribadito la necessità di lavorare in modo interdisciplinare per raggiungere, su questi casi, risultati apprezzabili, e ha fatto notare che non basta il solo psicologo o la sola famiglia ad affrontare e risolvere problemi che sembrano anche non gravi ma che, rapidamente, lo diventano.

La Prof.ssa Maya Matteucci ha portato l’esperienza delle scuole. Esperienza che evidenzia tutte le difficoltà di educare ad una corretta alimentazione, in un mondo che sollecita le ‘merendine’. Ma ha anche lasciato una speranza che deriva dalla sua esperienza. I bambini e i ragazzi, se ben educati alla corretta alimentazione, poi continuano nel percorso virtuoso e sono, a loro volta, testimoni della bontà di certe scelte.

La Prof.ssa Antonella Mancaniello ha presentato le linee guida del MIUR del 2015 sull’Educazione Alimentare nella scuola evidenziando l’impegno del Ministero e delle Scuole, affinché si diffonda una cultura del “mangiare sano” collegata ai corretti stili di vita. Nella seconda parte dell’intervento ha ricordato i documenti dell’OMS per la definizione internazionale dei DCA,

Gli studenti, futuri docenti di Scienze Motorie, molto colpiti dalle relazioni, hanno riposto con una serie importante di domande, che vertevano, prevalentemente, su quanto loro vivono quotidianamente, e chiedendo consigli su come approcciare certi problemi che, spesso, sono dell’amico del cuore o della sorella o fratello o del fidanzato, ma anche dei bambini con i quali già hanno a che fare nelle società sportive. Perché molto si dice, ma saper affrontare un caso di DCA rimane ancora oggi un difficile compito di tutti.

Da questo convegno, però, vengono fuori speranze. Se affrontati nel modo giusto, anche i casi più gravi di DCA possono essere risolti in modo completamente positivo.

Michele Salvemini, Presidente Lions Club Roma San Paolo

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