Il Lions club Terni Host riflette su “Legittima difesa ed autodifesa” – Lions Club – Distretto 108 L

Il Lions club Terni Host riflette su “Legittima difesa ed autodifesa”

1 dicembre 2017, 17:21

“È il tormento di una norma”, così Giovanni Ranalli, presidente del Lions club Terni Host, ha definito le riforme che continuamente modificano la legge sulla legittima difesa. Proprio questo, infatti, è stato l’argomento scelto per il terzo appuntamento dell’anno lionistico. Al convegno, titolato “Legittima difesa ed autodifesa”, che si è tenuto all’hotel Garden, mercoledì 23 novembre, hanno partecipato il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Perugia Fausto Cardella, il Consigliere della Terza sezione penale della Corte di Cassazione, Angelo Matteo Socci, il past president della Camera penale di Terni Manlio Morcella e gli avvocati Carlo Viola e Francesca Abbati, rispettivamente consigliere e presidente della Camera Penale di Terni, mentre il presidente ha moderato le relazioni. Quello voluto da Ranalli è stato un service importante per il territorio per l’attualità dell’argomento dal momento che si occupa di tematiche ormai entrate nel quotidiano; per questo è stato allargato a tutta la comunità cittadina.

Ad aprire i lavori è stato Cardella che, con la sua relazione titolata “Articolo 52 : una norma tormentata”, ha spiegato che la legge sulla legittima difesa non è nata da poco, anzi è stata formulata quasi 90 anni fa. La sua prima versione, infatti, è nel Codice Rocco (1930). Si è continuato poi con un excursus sulla formazione dell’attuale norma, riformata nel 2006 con il governo Berlusconi. Forse la legge cambierà nuovamente perché a maggio la Camera dei deputati ha approvato modifiche e novità tra le quali l’esclusione della colpa di chi spara se si tratta di un’azione conseguente a choc da aggressione, la copertura delle spese processuali da parte dello Stato qualora sia dichiarata la non punibilità e il ‘tempo di notte’.

 

All’incontro i relatori hanno portato testimonianze dirette e documentate per far capire anche ai non addetti ai lavori le problematiche in cui si incappa ogni volta che si cerca di riformare la legge sull’autodifesa.

A concludere una provocazione: “Legittima difesa o licenza di uccidere?”.

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